Venerdì 10 ottobre scioperano gli abitanti della scuola

ottobre 7, 2014 § Lascia un commento

celeste grossi

éStudenti medi e insegnanti, che si oppongono alla finanziarizzazione dei beni comuni e alla precarizzazione dei diritti delle persone, manifesteranno insieme, venerdì 10 ottobre, nelle strade di oltre 80 città italiane contro la riforma della scuola, la legge delega sul Jobs Act, proposte dal governo.

Da alcune settimane il governo ha dato il via a una consultazione pubblica on line sul documento “La buona scuola”, presentato il 3 settembre. Si tratta di un esperimento di democrazia plebiscitaria, per evitare il conflitto e la discussione parlamentare. On line è attiva anche la mobilitazione contro “La buona scuola” di Renzi e Giannini che si concretizzerà nello sciopero del 10 ottobre, proseguirà il 16 ottobre con una giornata di sciopero sociale che vedrà accanto agli studenti medi e universitari anche giovani precari per arrivare al 14 novembre quando è già previsto un altro sciopero sociale.

In “My name is Bond, Social Impact Bond” gli studenti dell’Uds denunciano la finanziarizzazione dell’istruzione e sostengono che «Si tagliano i fondi ad università e ricerca per fare il gioco delle tre carte e non sbloccare risorse pubbliche, intanto si punta tutto su quelle private». Il modello prevede che le imprese finanziano progetti vengono ricompensate con lo “School Bonus”. Per il governo questo modello di “finanza sociale” permetterà alla scuola di attirare fondi che lo Stato non è in grado di erogare. Gli studenti non ci stanno: «Nel mezzo di una crisi economica causata proprio da una finanza sfrenata e senza vincoli — scrivono — il governo Renzi discute non su come porre regole e limiti alle speculazioni finanziarie, o su come redistribuire le ricchezze, ma su come convin­cere l’1% di speculatori e alta finanza a investire sul sociale».

Le trasformazioni proposte, non riguardano solo la finanziarizzazione della scuola e la sussidiarietà pubblico-privato, infatti nel documento “La Buona Scuola” del 3 settembre 2014, sono enunciate le intenzioni dell’esecutivo sui futuri interventi legislativi relativi all’accesso alla professione, alla formazione, alla valutazione, allo status giuridico, alla carriera degli insegnanti docenti; alle competenze dei dirigenti scolastici; agli organi collegiali e al governo della scuola.

Intanto è stato diffuso da Anna Angelucci, l’appello dell’Associazone Nazionale “Per la scuola della Repubblica” rivolto a tutte le forze intellettuali per costruire insieme un fronte di difesa dei diritti irrinunciabili, per difendere la Costituzione e la democrazia nel nostro Paese: L’istruzione sacrificata sull’altare della Troika. http://ilmanifesto.info/listruzione-sacrificata-sullaltare-della-troika/

 

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