Scuola e università

dicembre 23, 2019 § Lascia un commento

 cosimo scarinzi

In un Parlamento da avanspettacolo i decreti passano, nelle città italiane la lotta continua.  Oggi [23 dicembre 2010] un governo sordo e cieco, blindato nei palazzi del potere, si appresta ad approvare il decreto di legge delega che trasformerà l’università pubblica, avviandola alla privatizzazione. Si tratta però solo di un primo passo, è bene ricordarlo, perché il cambiamento concreto dovrà essere attuato attraverso l’emanazione di regolamenti, il cui iter formativo è lungo.

Dovremo rendere difficile questo percorso: abbiamo contrastato finora l’approvazione dei decreti Gelmini, per la scuola e l’università, lotteremo d’ora in poi per la loro abrogazione.

Lo spettacolo fornito in questi giorni dalla maggioranza di governo è stato penoso: un manipolo di prepotenti ha definitivamente trasformato le sale del parlamento repubblicano in aule sorde e grigie, sorde perché insensibili alle richieste del paese reale, grigie perché popolate da yes men usi ad obbedire tacendo e dimentichi di ogni obbligo verso il futuro del Paese.

Negli stessi giorni quel futuro si è manifestato per le strade delle città d’Italia: un’intera generazione in lotta per rivendicare diritti, dignità, lavoro cioè la prospettiva di una vita degna. I giovani, gli studenti hanno mostrato grande maturità e capacità d’iniziativa e di proposta. Ora chiedono, a tutto il paese che lavora, di essere al loro fianco nel proseguire la mobilitazione contro la distruzione del carattere pubblico e universale del nostro sistema d’istruzione. Noi non abbiamo esitazioni, sappiamo che il ministro sta deliberatamente affossando la ricerca e la pubblica istruzione, dalla materna all’Università. Sappiamo che il suo governo non ha alcuna intenzione di modificare la disastrosa concentrazione di ricchezze evidenziata da ogni seria indagine su redditi e patrimoni. Anzi, che esso opera per favorire chi è più ricco e, intanto, comprime salari, pensioni e diritti e ci rende tutti sempre più precari. Sappiamo infine che il governo, al fianco del padronato, sta conducendo l’offensiva per la generalizzazione del “modello Pomigliano” cioè per una generale regressione sul terreno dei diritti, del salario e delle garanzie per i lavoratori.

Per questo accogliamo con convinzione la richiesta che proviene dagli studenti, dai precari, dai ricercatori universitari, dalle singole scuole in lotta di uno sciopero generale nazionale [ndr che si terrà il 28 gennaio] centrato sul welfare, i diritti, il reddito.

 Il Coordinatore nazionale CUB Scuola Università Ricerca

Nanni Salio, un amico, un lucido compagno di Pace, un uomo nonviolento, maestro di Nonviolenza

febbraio 2, 2016 § Lascia un commento

éCeleste Grossi

Questa mattina ho appreso da un post facebook del Centro Studi Sereno Regis che ieri, lunedì 1 febbraio, nella tarda serata è morto Nanni Salio. Con Nanni perdiamo un amico, un lucido compagno di Pace, un uomo nonviolento, maestro di Nonviolenza che continuerà a indicarci la strada. Per ricordarlo proponiamo la rilettura di alcuni degli articoli che ha regalato alla nostra rivista. [Ce « Leggi il seguito di questo articolo »

Il problema non è l’immigrazione. È la nostra umanità perduta

ottobre 3, 2015 § 1 Commento

celeste grossi

éOggi è il 3 ottobre. Sono passati due anni dalla strage di Lampedusa: una strage annunciata.
Penso che ci sono stati in questi anni altri 3 ottobre. « Leggi il seguito di questo articolo »

Ciao Monica

ottobre 1, 2015 § 1 Commento

celeste grossi

éMonica Specchia ha chiuso gli occhi nel pomeriggio del primo giorno di autunno. Ogni tanto ci sentivamo, ma non la vedevo da anni. Ci frequentavamo su facebook, che per lei, con le difficoltà di mobilità che continuavano ad aumentare, era una maniera di tenersi legata al mondo e ai tanti amici e amiche che ha avuto e che continua ad avere. Da facebook avevo appreso che stava sempre peggio e che era consapevole della fine ormai vicina. Monica amava la vita, ostinatamente. Penso sia per questo che ha saputo vivere il tempo che si faceva breve. « Leggi il seguito di questo articolo »

Con chi sciopera il 5 maggio

maggio 4, 2015 § Lascia un commento

andrea bagni

éMa con chi ce l’hanno questi insegnanti? Come mai sempre così arrabbiati, non è evidente che è tutto un disastro la scuola e qualcosa bisogna fare? Non sarà che difendono solo i loro privilegi? « Leggi il seguito di questo articolo »

Renato Solmi

marzo 30, 2015 § Lascia un commento

 cesare pianciola
é

Scrivo con tristezza mentre le spoglie di Renato Solmi sono tasferite ad Aosta nella tomba di famiglia. Lo conoscevo da tempo immemorabile, a partire dalla comune frequentazione di Raniero Panzieri e dei “Quaderni rossi”. Nel 1963 ci fu il suo licenziamento “politico” dalla casa editrice Einaudi, da cui poi la scelta di fare il professore di storia e filosofia nella secondaria superiore. Solmi, tra l’altro, è stato un insegnante fortemente impegnato nel movimento per la democrazia della scuola e per la sua laicità. Ricordo che promosse la pubblicazione del volume della “Serie politica” Einaudi (la “collana viola” curata da Luca Baranelli e Francesco Ciafaloni) Chi insegna a chi? Cronache della repressione nella scuola (1972), del quale era uno dei coautori. Partecipò con la redazione torinese di “rossoscuola” alla pubblicazione delle Cinque lezioni sul ’68 (Torino, 1987), nel quale c’è un suo intervento e una sua cronologia degli avvenimenti italiani. Nell’ottobre 1985 pubblicò su “rossocuola” il Resoconto di un’inchiesta sulle materie e sui programmi del Liceo e intervenne con L’ora alternativa all’insegnamento della religione sulla rivista “Ex machina” nel 1987. Un contributo per i giovani al quale teneva moltissimo era la sua cura e introduzione a L’Abicì della guerra di Bertolt Brecht. Tutti questi scritti si possono rileggere nella sua Autobiografia documentaria. Scritti 1950-2004 (Quodlibet, Macerata 2007). Per l’ora alternativa all’insegnamento della religione cattolica aveva preparato percorsi e materiali di cui mi parlava spesso e che spero vedano la luce prima o poi. Non per ricordare il passato, ma per un uso attivo, rivolto al futuro, come avrebbe desiderato.

Mattarella e la scuola

febbraio 2, 2015 § 1 Commento

celeste grossi

éQuando Sergio Mattarella era  Ministro della Pubblica Istruzione si passò, alle elementari, dal maestro unico ai moduli. La riforma fu molto criticata da noi di école per la precoce frammentazione del sapere in discipline, senza che bambine e bambini avessero le capacità per arredare con “mobiletti” distinti una cucina componibile. « Leggi il seguito di questo articolo »

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